Cantine valdostani

Le cantine della regione Valle d'Aosta

Vini valdostani

I vini caratteristici della regione Valle d'Aosta

Enoteche valdostani

Le enoteche presenti nella regione Valle d'Aosta

Nella valle della Dora Baltea la vite sale fino ai piedi del Monte Bianco.

La continua, faticosissima sfida dei vignaioli valdostani alla montagna porta alla produzione di vini più unici che rari, a volte straordinari.

La vite viene coltivata in Valle fin dall’epoca romana, ma sembra che già i Celti avessero potuto goderne del frutto. Terra di grandi contrasti, il solco della Dora Baltea ha costretto la vite ad un difficile acclimatamento: gli estremi del suo habitat sono a Pont-St-Martin ( 300 m. di quota), dove le rocce riverberano intensamente i raggi solari, e Morgex ( a 1200 m) dove la vite fruttifica tra larici ed abeti alle pendici del Monte Bianco.

La caratteristica della viticoltura valligiana, sta proprio nell’adattamento a un terreno poco generoso, con singolari condizioni climatiche. Innanzitutto la vite è prerogativa quasi esclusiva del versante “ a solatio” dove i raggi solari nelle ore centrali della giornata colpiscono i pendii a perpendicolo cedendo al terreno la massima parte della propria energia. Ma anche qui ulteriori selezioni sono quelle che restringono i vigneti ai terreni meglio protetti dai venti e con un favorevole regime idrico, perchè la valle, è una delle aree meno piovose d’Italia ( effetto delle montagne che intercettano gran parte delle nuvole).

Luoghi davvero eletti, tanto da essere fuori dalla portata delle infestazioni fungine, consentendo così ai vignaioli di poter, non di rado, evitare l’uso di antiparassitari.

La mano dell’uomo ha ampio peso nella produzione della vite in Valle d’Aosta, perchè ha saputo sfruttare ogni terreno con un’opera di terrazzamento che ha ridisegnato il paesaggio ( ma senza stravolgerlo). I muri a secco ideati per proteggere i pendii dall’erosione e ampliarne le superfici coltivabili, hanno un ruolo importante anche nel ciclo vegetativo delle viti: le pietre catturano il calore del sole e lo trattengono a lungo, proteggendo il terreno dalla forte escursione termica notturna, mentre colonne e pergolati danno supporto ai tralci nella loro continua lotta con il vento.

Alla sapienza agronomica dei valdostani va anche attribuita la selezione dei vitigni particolarmente resistenti ai rigori della montagna: esempio eclatante il Blanc de Morgex, che riesce a fruttificare a quote record, ma vi sono altre uve autoctone che, selezionate nei secoli, hanno ancora un ruolo significativo nell’enologia regionale. I disciplinari indicano, tra vecchi e nuovi, ben 22 vitigni che danno vita a una notevole varietà di vini.

Un’unica DOC raggruppa tutti i vini della regione: “Valle d’Aosta doc” o “ Vallée d’Aoste”, in onore al bilinguismo regionale. Alcuni vini possono essere prodotti su tutto il territorio a vocazione vinicola della regione, altri sono esclusivi di determinate sottozone. I primi, accanto alla generica denominazione regionale, recano la specifica “bianco”, “rosso” o “rosato” oppure il nome del vitigno; i secondi il nome del territorio specifico di provenienza.

Alla notevole varietà, tuttavia, la produzione valdostana contrappone quantità davvero limitate. A livello nazionale il vino valdostano è una realtà risibile: la superficie ammonta a 750 ettari, parcellizati in più di 3000 proprietà, e la produzione si attesta intorno ai 40.000 ettolitri ( ultima tra le regioni italiane). Penalizzati dall’asperità del terreno, i vini della valle, tuttavia, si guadagnano una posizione di primo piano in termini di qualità e rarità.

Da Donnas a Morgex, lungo la valle si susseguono le varietà dei vitigni: i rossi Nebbiolo, Petit-Rouge e Vien-de-Nus e i bianchi Petite Arvine e Blanc de Morgex. Dal punto di vista enologico la valle si può dividere in tre distretti. Nella bassa valle, da Pont-Saint-Martin alle strette di Montjovet, il vitigno principale è il Nebbiolo, localmente chiamato anche Picoutener, che qui partecipa all’uvaggio del Donnas e dell’Arnad-Montjovet, i due vini principali della zona. Gli altri vitigni sono per più a uva nera, come gli autoctoni Neyret e Freisa-bleu. Nella terre di Arnad e Montjovet si hanno le prime presenze di Vien-de-Nus e Cornallin, due uve locali che annunciano la produzione della valle superiore.

La media valle estesa da Saint-Vincent ad Avise, se segnala per alcuni grandi acuti. Il vitigno più caratteristico della media valle è l’autoctono Petit-Rouge, che viene coltivato anche nell’Envers, il versante a settentrione. Le sue uve entrano anche nel vino Torrette che ebbe gran fama fin dal 1600, e nell’Enfer d’Arvier, uno dei prodotti d’eccellenza della viticoltura regionale. A valle di Quart si impone il Vien-de-Nus. Altri vitigni neri propri di questi territori sono gli indigeni Fumin e Neyret, nonchè gli importati Gamay, Pinot Noir, Dolcetto e Freisa.

Ugualmente ricco il panorama dei vitigni a bacca bianca, anche se non si riscontrano autoctoni di rilievo. Si hanno, infatti, Pinot Bianco e Grigio, Petite Arvine ( importato dal Vallese con risultati molto interessanti), Mùller Thurgau, Chardonnay e Moscato Bianco.

Nell’alta valle, a quote che presto superano i mille metri, di fatto riesce a prosperare un solo vitigno, il Clanc de Morgex ( o di Valdigne). La zona di impianto è limitata alle terre alluvionali formatesi allo sbocco dei torrenti tributari della Dora e assomma non più di 20 ettari di vigneti distribuiti nei due centri abitati della zona.

PRINCIPALI VITIGNI COLTIVATI:
bianchi

  • Blanc de Morgex e de La Salle
  • Chardonnay
  • Mùller Thurgau
  • Muscat
  • Petite Arvine
  • Pinot Gris
rossi
  • Fumin
  • Gamay
  • Merlot
  • Nebbiolo
  • Petit Rouge
  • Pinot Noir
  • Premetta
 

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