Cantine lombardi

Le cantine della regione Lombardia

Vini lombardi

I vini caratteristici della regione Lombardia

Enoteche lombardi

Le enoteche presenti nella regione Lombardia

La Lombardia, pur avendo una limitata produzione, rappresenta una realtà singolare per varietà d’ambienti e di vini: dai grandi rossi della Valtellina agli spumanti della Franciacorta e dell’Oltrepo’.

Le Alpi e gli Appennini sono gli estremi della regione, passando dai vigneti a terrazze della Valtellina, alle coste argillose dell’Oltrepò Pavese; nel passaggio si incontrano i Colli della Bergamasca e del Bresciano inframezzati dalla Franciacorta, l’anfiteatro morenico del Garda, la pianura Padana con la collina di San Colombano al Lambro e l’Oltrepò Mantovano.

In una rassegna ampelografica molto varia, solo uno tra i vitigni autoctoni è degno di nota: il Groppello, che nel Bresciano dà vita ad un rosso molto interessante. La maggior parte dei vitigni coltivati sono di origine piemontese: Barbera e Croatina nell’Oltrepò Pavese e Nebbiolo in Valtellina ( qui chiamato Chiavennasca).

Sul confine sud-orientale il Lambrusco richiama la vicinanza dell’Emilia, come il Marzemino a nord ricorda che la valle dell’Adige non è lontana.

Notevole anche la presenza di vitigni “internazionali” che coprono un quarto della produzione regionale.

La Lombardia conta due Docg: la Franciacorta con gli spumanti e la Valtellina con il Rosso Superiore. Poi ci sono 14 doc. Il primato interno della produzione va all’Oltrepò Pavese, a seguire un gruppo guidato dalla Franciacorta per chiudere con alcune zone ( Valcalepio, Botticino) che sono la testimonianza della volontà di valorizzare realtà minori.

L’Oltrepò Pavese, come anticipato è la zona più produttiva. L’area a vocazione vitivinicola si deve restringere alla fascia collinare del bacino dello Staffora compresa tra i 100 ed i 500 metri di quota. La coltura della vite, che ha radici millenarie, è favorita sia dalla natura del terreno, generalmente calcareo-argilloso, sia dal clima, che beneficia delle brezze provenienti dalla Liguria. Prevalenti sono le uve rosse, che hanno collocazione ideale nelle zone di bassa quota. Ai vertici della produzione sono i vitigni Barbera, Pinot Nero e Bonarda. In espansione le uve a bacca bianca che prediligono i pendii esposti a levante, dove le escursioni termiche sono più sensibili.

Il distretto vinicolo della Franciacorta interessa le colline moreniche che coronano le sponde meridionali del lago d’Iseo, grosso modo dalla periferia bresciana fino al confine bergamasco. E’ un territorio dedito alla viticoltura da tempo immemorabile, di clima mite e ventilato, con terreni favorevoli a molti vitigni. I primi da citare sono Pinot Bianco, Pinot Nero e Chardonnay, che danno vita ai rinomati spumanti Franciacorta Docg.

Il quadro si completa con i rossi Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Barbera, Nebbiolo, Merlot, che rientrano nella Doc Terre di Franciacorta.

Nei dintorni di Brescia si trovano invece le doc minori Botticino, Cellatica e Capriano al Colle.

Quanto alla zona del Garda, l’elemento caratterizzante è la permanenza dell’autoctono Groppello, dal quale si traggono un rosso di personalità ed un rosè ( chiaretto).
Alla sponda meridionale del Garda troviamo la Doc Lugana.

La Valtellina è da considerarsi una splendida espressione della vitivoltura di alta montagna. Trae dal Nebbiolo vini di qualità e carattere davvero straordinari.

La Valle si identifica con l’alto corso dell’Adda, dalle sorgenti, tra le montagne dello Stelvio, all’immissione nel lago di Como. A valle di Tirano, che è il limite superiore della zona, la valle è orientata da est a ovest e presenta il versante settentrionale in pieno sole ed è pressochè monopolizzato da vigneti a terrazze. Il vitigno prevalente è il Nebbiolo, localmente detto Chiavennasca. Lo affiancano, nella composizione di rossi corposi a lungo invecchiamento, uve legate alla tradizione come Brugnola, Pegnola e Rosola, ma anche vitigni di recente introduzione come Pinot Nero o Merlot. Nelle annate favorevoli si produce lo Sfursat, vino da uve selezionate e passite.

La zona vinicola bergamasca interessa i rilievi pedemontani che abbracciano il capoluogo ed è dominata dai vitigni di importazione, con prevalenza di Merlot e Cabernet Sauvignon per i rossi e di Pinot Bianco e Pinot Grigio tra i bianchi. Legato alla t

radizione locale è invece la permaneza di autoctoni come Groppello, Marzemino e Rossera.

Nella pianura del Lodigiano spicca una piccola sorprendente area vinicola: la collina di San Colombano al Lambro, scheggia di Appennino finita sulla sinistra del Po per qualche remoto sconvolgimento. L’omonima Doc comprende vitigni come la Barbera, la Croatina e la Bonarda.

Nelle terre dell’Oltrepò Mantovano si incontrano avanguardie della viticoltura emiliana, infatti il Lambrusco la fa da padrone. Mentre nel settore settentrionale della provincia viene proposta una produzione analoga a quella del Garda Bresciano.

 

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