Cantine molisani

Le cantine della regione Molise

Vini molisani

I vini caratteristici della regione Molise

Enoteche molisani

Le enoteche presenti nella regione Molise

La viticoltura molisana, che si fa addirittura risalire ad età preromana, non ha un ruolo di primo piano nell’economia regionale. La scarsa diffusione della vite non deve imputarsi ad elementi climatici, dato che la regione ha un’ottima produzione d’olio d’oliva, ma a elementi storici ed economici. Fatto sta che nel paesaggio molisano la vigna compare solo sulle colline della bassa valle del Biferno, in prossimità dell’Adriatico, e a cavallo del crinale appenninico nei bacini dei fiumi Trigno e Volturno, dove la coltivazione assume addirittura caratteri montani. Il vigneto, che pure conta una grande varietà di uve tradizionali, è dominato dal vitigno a bacca rossa Montepulciano, che da solo copre il 64% della superficie vitata regionale. Con Sangiovese e la coppia di bianchi Trebbiano d’Abruzzo e Trebbiano Toscano si giunge poi quasi l’85% a testimonianza della massiccia immigrazione ampelografica. Riguardo la normativa, dopo un recente riordino, il Molise conta tre zone a Denominazione di Origine Controllata, Molise, Biferno e Pentro d’Isernia, e due a Indicazione Geografica Tipica.

La bassa valle del Biferno, che si getta in Adriatico pochi chilometri a sud di Termoli, è la principale zona vinicola del Molise. Ricade in provincia di Campobasso e conta circa 380 ettari di vigneti nei registri Doc. E’ un ambito collinare lievemente digradante verso la costa, che ha nella zona di Larino e Guglionesi i poderi a migliore vocazione vinicola. La rassegna ampelografica è molto varia con vitigni di antica tradizione anche se nell’uvaggio del rosso Doc entrano Montepulciano e Aglianico, mentre nel bianco intervengono Trebbiano, Malvasia e Bombino, coltivate nella fascia più alta, tra i 500 e i 600 metri.

La seconda zona vinicola molisana ricade nell’entroterra, in provincia di Isernia, e si suddivide in due aree ben distinte. La più settentrionale, al confine con l’Abruzzo, interessa la valle del Verrone e ha il suo punto di riferimento nella cittadina di Agnone. Vi si pratica una faticosa viticoltura di montagna, con impianti compresi tra i 600 e gli 800 metri. La seconda zona vinicola si dispone invece a sud-ovest di Isernia lungo i versanti collinari che accompagnano il Volturno verso il confine la Campania. Le quote sono sensibilmente inferiori e anche le giaciture più favorevoli. Analoga è la composizione del vigneto con prevalenza di Trebbiano e Bombino, che sono alla base del Bianco Doc, e di Montepulciano e Sangiovese, utilizzati per il Rosso.

 

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