Cantine calabresi

Le cantine della regione Calabria

Vini calabresi

I vini caratteristici della regione Calabria

Enoteche calabresi

Le enoteche presenti nella regione Calabria

La tradizione vitivinicola della Calabria affonda le proprie radici nella civiltà della Magna Grecia. Le caratteristiche della regione sono il notevolissimo sviluppo costiero e la natura sostanzialmente montuosa. Quanto alla vite, la sua geografia riguarda tre zone: la più settentrionale è quella del massiccio del Pollino, rilievo di natura calcarea con fenomeni carsici che limitano la presenza di acque superficiali; le altre due interessano le propaggini tirreniche e ioniche della Sila, che verdeggiano di boschi, e dell’Aspromonte, che sono invece di natura cristallina.

Nonostante le differenze pedologiche il vigneto calabrese si presenta abbastanza omogeneo con una prevalenza di vitigni a bacca rossa. Tra questi prevale il Gaglioppo ( 28% ) che fa gruppo con due varietà di Nerello, Greco Nero e altri a raggiungere la maggioranza. Riguardo al primo, pur essendo diffuso anche nel basso Adriatico, è ritenuto originario delle province di Cosenza e Catanzaro. Il suo vino è un’ottima base per corposi uvaggi: accostato a uve nere dà rossi di grande personalità; insieme a uve bianche, secondo una consuetudine calabrese, dà ottimi vini da tavola. Tra i bianchi primeggia il Greco Bianco, un’uva che tanta parte ha avuto nella storia del vino, dall’età greca a quella moderna. Oggi lo si vinifica dopo un leggero appassimento ottenendo un vino ambrato da dessert.

Il futuro dell’enologia calabrese ormai è chiaro: consolidato il progresso qualitativo in vigna e in cantina, quello da perseguire è l’allargamento dei consensi in Italia e all’estero.

La provincia di Cosenza è la più estesa e varia della Regione, con due gruppi montuosi, Pollino e Sila, e ampie valli a spiccata vocazione vinicola. Il comprensorio silano è interessato da due importanti zone produttive, incernierate in corrispondenza di Cosenza: la valle del Crati, che con un grande arco si getta nello Ionio, e la valle del Savuto che invece scende diretta verso il Tirreno. La prima è interessata dalle Doc Donnici e San Vito di Luzzi, la seconda dalla Doc Savuto con epicentro produttivo a Rogliano. Tutte hanno in comune un rosso a Base Gaglioppo e un bianco da Malvasia e Greco.

Il gruppo del Pollino, condiviso con Campania e Basilicata, offre alla vite habitat calcarei molto favorevoli. La produzione Doc più rilevante riguarda il comprensorio di Castrovillari con un rosso a base Gaglioppo e contributi di Greco Nero e uve bianche tra cui Malvasia e Guarnaccia. La affianca la Doc Verbicaro, che prende nome dal centro del versante tirrenico e prevede un rosso simile al Pollino e un bianco da Greco e Malvasia.

Nelle colline del Crotonese nel versante ionico della Sila, da Punta Alice a Capo Rizzuto, si incontrano i vigneti delle Doc Cirò, Melissa e Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto. E’ un’area omogenea legata all’eredità della viticoltura della Magna Grecia. Tra i vitigni rossi ancora il Gaglioppo e il Greco Nero con un’anticipazione, nella zona del Sant’Anna, del Nerello, tanto Cappuccio, quanto Mascalese, che troverà piena affermazione in Sicilia. Tra le uve a bacca bianca sono diffusi Trebbiano Toscano e Malvasia, ma il vero protagonista è il Greco Bianco.

Nel Lametino, nel suo punto più stretto, la Calabria ha una zona d’alta vocazione enologica, nelle colline che incorniciano il Golfo di Sant’Eufemia. La produzione riguarda soprattutto la Doc Lamezia, in una decina di comuni del circondario di Lamezia Terme, con rossi a base Nerello, Gaglioppo e Greco, e bianchi da Greco, Trebbiano e Malvasia. La affianca, nella circoscritta zona di Nocera Terinese, allo sbocco della valle del Savuto, la Doc Scavigna, con rossi a prevalenza Gaglioppo, e bianchi da Trebbiano, Chardonnay e Greco.

La produzione vinicola della provincia di Reggio Calabria presenta un quadro alquanto vario con due produzioni Doc e diverse Igt in rappresentanza di realtà che possono aspirare anche a maggior riconoscimento. Tre sono gli ambiti produttivi, corrispondenti alla scansione geografica della costa: quello centrale, che si sviluppa lungo lo Stretto, interessa il circondario reggino da nord a sud; quello tirrenico segue l’arco disegnato tra Scilla e Palmi; quello ionico con le Doc Greco di Bianco e Bivongi. La rassegna ampelografica ha un elemento di eccezionale rilevanza nel Greco Bianco, che dà vini passiti rinomati. Per il resto troviamo le uve a bacca rossa di tradizione calabrese, a partire dal Gaglioppo, ma anche avanguardie siciliane come il Nero d’Avola; tra le bianche menzione per la Montonico, anch’essa destinata all’appassimento. Non mancano riferimenti a uve internazionali, tese a modernizzare gli uvaggi come Cabernet, Merlot, Chardonnay, Sauvignon, Incrocio Manzoni e Traminer Aromatico.

 

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